Aprire un nuovo blog personale e cominciare con un post su Doom 2 è una performance autolesionista degna di pochi, ma lo considero un pò come un debito da saldare. Perchè più di quindici anni fa mi ponevo una domanda che ancora non ha trovato risposta: che cosa fanno le creature di Doom quando esco dal gioco? Domanda oltremodo imbecille (sicuramente praticano sodomia o guardano Uomini e Donne, come tutti) ma ricordiamoci sempre che è una domanda che nasce nel millenovecentonovantaquattro, quindi qualche ingenuità tecnologica è concessa.
Mentre fino ad allora eravamo abituati a lapidari “game over” che mettevano fine a qualunque curiosità post-gaming, Doom 2 lasciava aperta la finestra sul suo mondo, consentendo al nostro cadavere virtuale di osservare ciò che continuava ad accadere intorno a lui. Mostri che andavano in giro per le stanze, altri che si corcavano tra loro, e noi supini a sperimentare per la prima volta il voyeurismo all’interno di un gioco (tanto è morto…non ci guarda).
Doom2 gameplay
Ma come, questo universo non nasce e finisce in funzione del player come tutti gli altri? No, ha una sua vita propria che continua anche quando sono morto, e allora perchè non anche quando chiudo il programma, o addirittura quando spengo il pc (questo un pò meno probabile a dire il vero)? E se Essi continuano a esistere anche dopo di me, cosa regola la loro vita, a quali subroutines obbediscono dopo aver esaudito il loro obiettivo primario, ovvero mazzularmi fino alla morte? Questa semplice banalità di un gioco arriva addirittura a minare il concetto post-colonialista, che i non umani (robot, o mucchietti di sprites) possano avere un’esistenza solo in funzione di noi umani. Un pò come entrare in fabbrica di nascosto alle due di notte e cogliere in castagna le macchine che si fanno una partitina a poker invece di rimanere inerti fino al riavvio del mattino.
Una riflessione sci-fi infantile (bravi tutti dopo aver visto Matrix), ma quelli erano anni molto sensibili a tematiche come realtà virtuale e intelligenza artificiale, tematiche passate presto di moda con la grande diffusione di internet in Italia (verso il 1997/98). In edicola si trovavano tranquillamente riviste come Virtual e in libreria erano reperibili autentiche bibbie come Decoder e le altre pubblicazioni Shake (cito anche la barese Neural di Ivan Iusco, anche se ancora acerba e comunque più legata all’aspetto musicale della cybercultura). Sul comodino poi si accumulavano i capolavori di William Gibson, le idee di Sterling, si riscopriva J. G. Ballard, anni fertilissimi per un nuovo immaginario elettronico che iniziava a masticare le sottoculture del decennio passato per riproporle in modo più solido, strutturato, e tecnologicamente consapevole.
Già, perchè è proprio la dotazione tecnologica la vera forza dei nineties, un decennio assolutamente caratterizzato dalla tecnologia, che diventa protagonista anche dell’espressione artistica, anzi dove il know how techno diventa predominante rispetto alle idee. Negli anni novanta chiunque è stato messo in grado ad esempio di poter creare musica, fare grafica o impaginare un giornale con un comunissimo pc, mentre negli anni ottanta queste risorse erano patrimonio per pochi, e con risultati nettamente inferiori. Lo dice uno che ha sbattuto non poco la capoccia sul Sid (il chip audio del Commodore 64) per tentare di fargli suonare qualcosa di diverso da bleep, tunz, klong!
In quegli anni sembrava che il sesso si dovesse tramutare in cybersex (che poi era roba davvero “hard”, tipo morsetti sui genitali..brrr), che i caschi virtuali fossero lì lì per diventare di uso comune, così come i dispositivi di puntamento tridimensionali, ma poi l’astro nascente di internet ha rubato scena e mercati a tutta questa baracca virtuale. Eppure qualcosa ha lavorato in background se oggi, a 15 anni di distanza ci accorgiamo che:
1) il più grande successo cinematografico degli ultimi tempi si chiama Avatar (ohibò) e per fruirlo degnamente ci dobbiamo infilare speciali occhiali con otturatori alternati.
2) una nuova e imponente fetta di mercato videoludico è stata conquistata da una modesta (in termini di prestazioni) console che però usa un dispositivo di puntamento tridimensionale, ovvero il Wiimote.
3) Tutta la tecnologia cinematografica, dei produttori di televisori e del gaming si sta lanciando sulla possibilità di offrire contenuti 3d da monitor e televisori di largo consumo.
4) Il tema dell’ augmented reality è ritornato prepotentemente in auge e sta facendo parlare tantissimo, anche a livello di applicazioni mobile.
Ecco il PowerGlove, concepito nel 1984. Il Wiimote ha inventato qualcosa?
Parentesi off topic: una cosa interessantissima di questo spot è che geek inizia a fare rima con fico e non più solo con sfigato. Si inizia a creare il “tecnoimmaginario cool” odierno, dove un ragazzino senza ipod o un manager senza smartphone sono dei pària da evitare.
Insomma, questo “vecchio mondo virtuale”, che sembrava essere adatto solo ai tradizionali usi militari, alle invenzioni di geek inguaribili, o a noiosissime esplorazioni virtuali di musei e monumenti, sembra essere uscito dalla cassapanca e si prepara a entrare in tutte le case, complice anche il fattore internet finalmente maturo a livello infrastrutturale per scambi di dati di una certa consistenza. Si torna a parlare di nuovi dispositivi e di hardware innovativo, quando nel 2010 ancora adottiamo la formazione monitor+keyboard+mouse, che non è mai stata messa seriamente in discussione dal momento della sua nascita.
Perchè mentre il mercato dell’informatica dormicchiava, il più giovane settore del mobile ha dovuto rimanere sveglio e attivo a causa di una concorrenza spietata: basti citare la rapidissima diffusione degli schermi touch screen, e il settore dell’audio/video agonizzante ha trovato nuova linfa grazie a nuovi standard, nuove risoluzioni, tecnologie led, oled, schermi arrotolabili e spessi pochi millimetri. Ci si concentra finalmente sull’ esperienza umana, perchè se prima il grosso lavoro era quello di creare esperienze simili a quelle reali, ora il problema è che il corpo umano si appresta a diventare il vero limite dell’evoluzione tecnologica.
Faccio degli esempi banalissimi: sul fronte home theater ormai si viaggia su 7.1 canali, ovvero 7 speakers più un subwoofer. Per molti di noi già si tratta di una disposizione proibitiva, perchè non tutti hanno una saletta dedicata, e già 8 casse da piazzare diventano un problema in un salotto medio. Allora qualcuno si è inventato l’impiego dei front height, ovvero casse frontali aggiuntive che grazie ad un gioco di rimbalzi sonori fanno provenire suoni surround da vari punti della stanza pur essendo fisicamente posizionate sopra il televisore per non ingombrare troppo. Questo che vuol dire? Che in questo campo la tecnologia è pronta a “spingere”, ma il mondo reale dei nostri salotti è arrivato ad un punto di saturazione che non concede espansioni. Esattamente come le nuove risoluzioni video 4k (il doppio di una full hd) richiederanno schermi molto più grandi di quelli attuali per essere apprezzate, e una successiva evoluzione probabilmente troverà il limite finale nella bassa definizione percepibile dall’occhio umano, che diventerà quindi collo di bottiglia.
Troppo facile qui ricongiungermi ai padri del cyberpunk e iniziare ad immaginare un prossimo mercato di corpi geneticamente o elettronicamente potenziati: ci credo fermamente ma non voglio far perdere a questo blog la credibilità già dal primo post
Diciamo solo che se arrivo ad operarmi per ingrandire un paio di tette non vedo troppo azzardato intervenire chirurgicamente per superare un limite sensoriale, per vedere 20 decimi, o per amplificare la portata del mio udito. Quanti atleti per un attimo non hanno invidiato la tecnologica falcata di Oscar Pistorius?
Come primo post mi sembra sufficiente: la domandina su Doom è stata lo spunto per tracciare dei paralleli tra un recente passato tecnologico che appare antichissimo, e un prossimo futuro che sembra riproporre vecchie questioni ora che ci sono le premesse per poterle attuare. Mi sa che abbiamo un sacco di cose di cui parlare, see you kiss kiss!

power glove…ma ti rendi conto???
totalmente rimosso dalla mia labile memoria….
santa papera , mi sono commosso….scusate…..