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Gli occhiali (3D) della discordia

Posted marzo 17th, 2010 in Suoni/Visioni and tagged , , , , , , , , by admin

Il 3d ha rivitalizzato il cinema riportando la gente nella sale? Zac…ecco che il Consiglio Superiore di Sanità ci mette lo zampino andando a piazzare nuovi obblighi e cavilli per i gestori di sala. Il parere del Consiglio (sollecitato dal Codacons) è che l’uso di occhiali 3d debba considerarsi controindicato per i minori di 6 anni, di uso limitato nel tempo nel caso di adulti, e assolutamente monouso, quindi non sterilizzabile. Sui primi due punti non mi esprimo, non avendo alcuna competenza medica, ma è il terzo quello che mi interessa approfondire.

I cinema 3d non sono tutti uguali, e non adottano le stesse tecnologie. Gli occhiali polarizzati monouso sono la tecnologia più diffusa ma anche più scrausa, più cheap (passivi), ma esistono anche occhiali (attivi) ben più costosi come gli XpanD che grazie a dei velocissimi otturatori alternati offrono una qualità di visione stereoscopica molto più alta. Chiunque abbia visto Avatar ha imparato che non tutti i cinema sono uguali, e che occorre informarsi prima sulla tecnologia della sala se ci si vuole davvero immergere nel 3d.

Ovviamente questo tipo di occhiali non può essere monouso, dato che ha un costo elevato e racchiude una tecnologia ben più avanzata rispetto agli occhiali di cartone e plastichetta. Se queste disposizioni verranno applicate, temo che i cinema torneranno deserti magari in favore di nuove tecnologie casalinghe superiori, libere da vincoli, e verremo privati del miglior modo di fruire 3d sul grande schermo.

Come la penso? Se il mercato si unificasse finalmente in uno standard di visione, potremmo acquistarci i nostri begli occhiali 3d personali (magari anche graduati per noi miopi, che al cinema sembriamo dei palombari con occhiale da vista sotto e occhialino sopra), bianchi, rossi, griffati o coi diamantini, col simbolo della Roma o della Lazio (oddio…), e avere la sicurezza che siano compatibili con ogni sala. In questo modo niente più sovrapprezzo per i film 3d, niente più problemi di monouso, e magari gli stessi occhiali potrebbero essere utilizzabili anche per il 3d casalingo (ma qui dipende tutto dai futuri sviluppi in questo campo).

Comunque, la sanità italiana lascia sempre basiti: ci sono voluti decenni per togliere le zuccheriere dai bar in favore delle bustine, per far sterilizzare i rasoi al barbiere, e invito il Consiglio a visitare i bagni di treni, stazioni e autogrill per capire quali sono i veri problemi di igiene di questo paese. Stavolta invece neanche il tempo di togliere Avatar dalle sale, che già sembrano aver capito tutto di queste tecnologie, le hanno studiate, analizzate e infine hanno decretato a tempo di record. Bizzarra questa rapidità dato che non stiamo parlando del virus Ebola, ma di possibili e sporadici casi di congiuntivite dovuti ad occhiali non sterilizzati. Il tempo ci farà capire cosa bolle in pentola.

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