Ho amato il mio Logitech Rumblepad 2 che non mi ha mai tradito nonostante le tante rovinose cadute giù dalla scrivania: mai un graffio, mai un guasto, una roccia. Ieri l’ho sostituito con un controller Xbox 360 (44.90 euro) perchè mi serviva un joypad wireless, e devo dire che il cambiamento è stato positivo.
Positivo non in quanto a superiorità di materiali dato che tutti e due i pad sono di buona fattura (forse il Rumblepad appare un pelo meno cheap ma una volta impugnati si equivalgono) , ma del supporto che i videogames offrono a Xbox 360, quasi universale. Questo significa che il controller viene individuato più facilmente, che le configurazioni dei comandi sono già accettabili di default, e soprattutto che ogni volta che su schermo compaiono messaggi tipo “Premi Y, Premi B” non devo scervellarmi per adattare queste informazioni al Logitech (che usa invece i numeri). Una volta tanto fare una scelta “di massa” ha avuto la sua convenienza in termini di praticità.
Rumblepad a sinistra, Xbox 360 a destra
I due pad dicevo, sono simili, ma ci sono alcune differenze importanti.
1) Xbox ha lo stick sinistro in alto e il D-pad in posizione ribassata. Il Rumblepad al contrario ha i due stick allo stesso livello, e il D-Pad in alto a sinistra. Ancora non posso dire quale delle due soluzioni sia migliore, forse avere il D-pad in alto lo rende più facilmente raggiungibile piuttosto che spostare le dita verso il basso, ma probabilmente è una questione di pratica.
2) Xbox ha sul retro due tasti e due grilletti, mentre Logitech ha quattro tasti. Il grilletto è di buona fattura e piacevole da usare, sia ovviamente nei giochi di guerra alla Modern Warfare 2 dove la mitragliata assume un sapore in più (ok, ok lo so che usare un gamepad con MW2 è una boiata), sia come acceleratore ad esempio in Dirt 2.
3) Xbox offre una porta per la cuffia/microfono dedicata per il live
4) Xbox controller esiste in versione bianca o nera mentre il Rumblepad è in una sola versione (blu quello con filo e nero senza filo).
Come numero di bottoni complessivi i due pad si equivalgono, anche se il Logitech ha due bottoni extra:
1) Attiva/disattiva vibrazione (non l’ho mai trovato particolarmente utile)
2) Inverti le funzioni del D-pad con lo stick sinistro (questa invece è utile, ci sono giochi o passaggi di giochi dove è importante una precisione geometrica che lo stick non offre e si preferisce usare le freccette del pad).
Inoltre l’Xbox non è dotato di software di configurazione profili di gioco (in virtù appunto di una maggior compatibilità nativa) , ma il Game Profiler della Logitech non è mai stato un granchè e da tempo l’ho sostituto con Xpadder. Sul lato wireless dell’Xbox controller niente da eccepire: basta collegare il ricevitore ad una porta usb e premere il tasto di connessione sul pad. Ricezione ottima anche se sono a 4 metri di distanza, visualizzazione immediata dello stato delle batterie (2 pile stilo normali), e sistema di autodisattivazione dopo pochi minuti di inutilizzo per risparmiare le battterie. Per riattivarlo basta premere il tasto di connessione, e dopo pochi secondi di lampeggiamento il pad torna funzionante. Buono anche lo scomparto batterie, che si apre facilmente grazie alla pressione di un pulsantino e non occorre usare le unghie.
Ultime piccole differenze: la punta degli stick è concava nell’Xbox e piatta nel Rumblepad. E quest’ultimo ha i lati dell’impugnatura gommati, mentre l’Xbox è tutto in plastica.
Concludendo: il Logitech ha il suo software di configurazione profili, ha le estremità dell’impugnatura in gomma, ha la possibilità di switchare tra D-pad e stick analogico sinistro. Per contro l’Xbox offre un supporto universale da parte dei giochi e i tasti X, Y, B, A sono subito riconosciuti, inoltre ha i due piacevoli grilletti posteriori. Nonostante uno sia con filo e uno con batterie, il peso è simile. Sono entrambi gamepad di ottimo livello, ma propendo per Xbox perchè semplifica un pò la vita ed è ormai il controller di riferimento, inoltre Microsoft nei suoi giochi ovviamente favorisce la compatibilità con il suo prodotto.


