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Magdeburg sucks

Alan D. Altieri mi ha fregato. Vuoi per i pareri entusiasti di amici illuminati, vuoi per gli ottimi commenti in rete, per la promessa di una solida trilogia storica ambientata tra squartamenti, peste, roghi e violenza disumana.

Quanto basta per spingermi a leggere quasi millecinquecento pagine di morte, ovvero la somma dei tre libri della trilogia di Magdeburg: L’Eretico, La Furia, Il Demone. All’inizio sono anche riuscito a sorvolare sull’assurdità di un ninja (con tanto di daikatana e shuriken) coinvolto nella germanica guerra dei Trent’Anni (un pò come David Carradine che faceva il kung fu nel far west), ma l’ultimo libro (di gran lunga il peggiore dei tre) mi ha tolto ogni voglia di benevolenza. Questa trilogia sarebbe buona per una trasposizione cinematografica in stile 300, addirittura ottima per un videogioco, ma lo spessore dei personaggi appunto non va oltre il videogame. Il ninja tenebroso e letale come un angelo nero, il solito Papa subdolo e corrotto, il bel principe/cardinale eroico/saggio/giusto, i nobile avidi e laidi, i preti viscidi, i frati buoni, le suore immacolate e la soldataglia bestiale: tutti gli improponibile clichè di una Elisa di Rivombrosa in chiave ipergotica e con derivazioni horror.

I dialoghi, specie nell’ultimo libro, sono qualcosa di mortalmente soporifero e potrebbero essere travasati da un capitolo all’altro a casaccio senza nuocere all’opera. Mille e rotte pagine di roba tipo:

A: – Questa guerra è eterna
B: – Tutte le guerre sono eterne
A: – Allora non c’è una fine
B: – Non ci sarà mai una fine
A: – E neanche un nuovo inizio
B: – Nessuna carne verrà risparmiata
A: – No, nessuna carne

Ecco, grosso modo questa è la solfa che viene ripetuta all’ossessione (insieme alla descrizione dei corvi che popolano il desolato paesaggio, presente in quasi ogni pagina). Ma il difetto che non riesco a tollerare è quello dell’ autospoiler. Mi spiego meglio: all’inizio di ogni libro c’è l’elenco di tutti i personaggi, con una croce che contrassegna quelli già deceduti. Il problema è che che questa maledetta croce non compare a lato di personaggi che vengono dati per morti sin dalle prime pagine, quindi diviene scontato sin da subito il “chi è chi”, mandando a farsi benedire qualunque ipotesi di rivelazione finale, anche se a dire il vero la fine risulta prevedibile anche senza questo fastidioso aiutino.

La monodimensionalità dell’opera, dove ogni battaglia, ogni villaggio, ogni chiesa e ogni sterminio sono quasi indistinguibili gli uni dagli altri, è voluta, proprio per non scalfire questa eterna cappa di desolazione assoluta, ma il gioco viene poi a noia, e insisto col paragonare il tutto ai vari livelli di un videogame poco ispirato. Ma allora, dirà il saggio lettore, cosa ti ha spinto ad acquistare e leggere tre tomi di siffatte proporzioni? Diciamo che Altieri mi ispira simpatia, che questo tipo di lugubre scenario è esattamente il mio pane, che i romanzi di genere mi piacciono, e che non è affatto scritto da cani. Il primo libro si fa leggere (credo sia il più corto) e l’estate invita ad acquistare il secondo tomo (il più grosso) per una lettura passatempo che non si esaurisca in due giorni. Il terzo l’ho comprato molti mesi dopo per alleggerire un viaggio in treno, ed è stato appunto quest’ultimo che mi ha fatto riconsiderare in negativo l’intera saga.

Peccato perchè lo sfondo storico è curato, lo sforzo di tenere unita tutta la vicenda c’è, il lato violento e truculento è ottimo, insomma riconosco un grande lavoro sulla quantità. Quanto basta per un triplo dvd anche di pregevole fattura, ma un romanzo in trilogia senza personaggi “spessi”, con dialoghi posticci e infarcito di clichè in ogni cantuccio devo per forza cestinarlo.  Qui i buoni sono eternamente buoni/impavidi/giusti dalla prima all’ultima pagina, e i cattivi sono ovviamente il Male sulla terra senza incertezze. L’eretico protagonista è imbattibile e invulnerabile quindi noiosissimo, il principe Colonna nauseante per quanto “giusto” e hollywoodiano, i preti sono sempre descritti con un accanimento alla Dan Brown, Dekken è un pò più interessante ma comunque monocorde, alla pia Madre Erika non accenno neppure.

Più simpatiche alcune figure secondarie come il maialissimo granduca Von Auerbach, e qualcuno dei guerrieri del male, dove Altieri si è forse più divertito nel raccontare.  Inutile e stridente ficcare poi Pasquino nel calderone: un modo furbesco e spicciolo per rappresentare in due righe il contrasto tra il popolo e la Chiesa. Se avete voglia di qualcosa di (molto) meglio rileggetevi Q senza esitare.

6 commenti.

  1. Alan D. Altieri scrive:

    Caro Marco:

    non ci conosciamo di persona (credo) but, what the hell, anche se x te Magdeburg sucks almeno lo dici a chiare lettere e non ti perdi in menate pseudo-kultural. Ogni opinione merita rispetto, soprattutto se argomentata, e le tue opinioni — per quanto negative sul trittico e da me non condivise — lo sono.

    In questo momento c’e’ fuori “Killzone”, l’antologia TEA con le storie dello “Sniper”. Magari quella sucks a little less, but who can say?

    Vorra’ dire che ci sfideremo cavallerescamente a un duello a a chi beve piu’ gin & tonic.

    1 affatto rancoroso saluto,
    Alan D

  2. admin scrive:

    Ciao Alan, confermo una cosa scritta nel post: ovvero che mi sei simpatico a priori, e il tuo intervento rafforza e di tanto questa mia opinione e mi onora. Certo, sono andato pesante sulla trilogia: se non avessi avuto aspettative alte sarei stato leggerino e annacquato. Cercherò Killzone sicuramente e se mi piace lo griderò ai quattro venti, comunque grazie davvero per esserti speso a commentare di persona: una cosa che non molti fanno e che fa la differenza tra uno scrittore che ci crede e tiene alla sua creatura e i marketingari da due soldi. Per il duello ci sto…ma occhio che potrei far impallidire Von Auerbach ;-)

  3. Alan D scrive:

    Caro Marco:

    Della tua franca risposta apprezzo in particolare la nozione dei “marketingari”, come ben sai ben piu’ numerosi e influenti di quanto si potrebbe pensare.

    In ogni caso, x quanto mi concerne il nostro dialogo puo’ tranquillamente continuare. A suivre,

    Alan D

  4. admin scrive:

    Carissimo Alan, data la tua disponibilità vorrei chiedere il tuo parere su quello che ho chiamato “autospoiler”, ovvero l’elenco a inizio di ogni libro dei personaggi viventi e deceduti. E’ solo una mia impressione quella che in questo modo si scoprano le carte anzitempo, oppure c’è dietro un diverso ragionamento?

    E ancora, hai mai pensato ad una trasposizione cinematografica, magari proponendo l’idea direttamente agli americani (in Italia dubito si andrebbe oltre il…sob…Barbarossa)? Io già me lo vedo davanti agli occhi in quella veste e non ho dubbi sul suo successo, ma che te lo dico a fare: tu sei anche sceneggiatore quindi già sai. Facciamolo!

    A prestissimo

  5. Alan D. Altieri scrive:

    Marco, riguardo al tuo sensato concetto di “autospoiler”, la mia logica nel collocare l’elenco dei personaggi in Magdeburg e’ quella di aiutare il lettore a ricordare chi e’ chi.

    E’ vero, qualsiasi elenco dei personaggi in qualche modo suggerisce elementi di trama, ma sta al narratore non scoprire le carte. Magdeburg e’ il solo mio lavoro in cui l’ho messo proprio per il gran numero di personaggi.

    Venendo a un ipotetico film, il discorso si fa piu’ complesso. Propongo quindi e-mail diretta. To be continued,
    Alan D

  6. Marco scrive:

    I dialoghi, specie nell’ultimo libro, sono qualcosa di mortalmente soporifero e potrebbero essere travasati da un capitolo all’altro a casaccio senza nuocere all’opera. Mille e rotte pagine di roba tipo:

    A: – Questa guerra è eterna
    B: – Tutte le guerre sono eterne
    A: – Allora non c’è una fine
    B: – Non ci sarà mai una fine
    A: – E neanche un nuovo inizio
    B: – Nessuna carne verrà risparmiata
    A: – No, nessuna carne

    Be anche se vedi il telegiornale tutte le sere la solfa è sempre la stessa. Da quanto tempo va avanti la guerra in Irak e in Afghanistan ? E quanto ancora andrà avanti ?

    Vedi io abito vicino a Tornavento che fu, durante la guerra dei trent’anni uno dei tantissimi campi di battaglia. Ogni anno fanno la simulazione. Molto bella da vedere perchè è una simulazione. Nella realtà francesi e spagnoli si sono massacrati per cinque giorni e sia i civili che suore e preti sono stati risparmiati. In pratica vedendo i figuranti mi è venuto in mente Magdeburg di Altieri. Anzi. Sembravano usciti letteralmente dal libro. Insomma sono stati 5 giorni infernali. Un ecatombe specialmodo quando i francesi hanno dato fuoco alle chiese stipati di feriti spagnoli e civili.

    Forse assieme al libro, ninja a parte che comunque ci sta benissimo, faresti meglio a rileggerti la storia. Quella vera.

    Ciao

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