Mafia 2: capolavoro mancato? set25

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Mafia 2: capolavoro mancato?

Qualcosa manca a Mafia 2 per diventare un cult, e questo mi dispiace molto, ma comincerò elencandone i lati positivi.

L’ambientazione (la New York degli anni ’40) è strepitosa, non ci si è risparmiati nell’affollare strade, bar e negozi di personaggi graficamente ben realizzati che contribuiscono a rendere una grande atmosfera. La storia è la solita Padrinata, ma è costruita con solidità, anzi per i miei gusti fin troppo piena di intermezzi, e i dialoghi sono infarciti di credibilissime inflessioni sicule. Il framerate (versione pc) anche al  massimo del dettaglio scorre fluido e il controllo via joypad non fa rimpiangere l’utilizzo di una tastiera. E poi signori…immaginate di guidare una macchina dell’epoca sotto la neve di NY, mentre la radio manda continuamente del vocal jazz, o delle chitarre swinganti in stile Django Reinhardt.

Premetto che ci ho giocato solo un paio d’ore, quindi la mia è una recensione d’istinto e non esaustiva, e che non conosco il primo capitolo ma l’impressione immediata è: questo è un clone di Gran Theft Auto (e lo è). La differenza sta solo nell’epoca e nell’ambientazione, ma il meccanismo è identico. Per contro, non si respira quella pazza aria di libertà che mi portava a scorrazzare impennando in lungo e in largo per Liberty City (ma anche in Just Cause 2) tralasciando le quest principali. In questo, Mafia 2 mi sembra molto più rigido, e sembra (magari proseguendo nel gioco cambia qualcosa) che contino solo gli obiettivi primari: non ci si diverte troppo a bighellonare nelle splendide e vaste ambientazioni senza nulla da fare. Diciamo che qualcosa nel gioco non torna: magari ti affanni a cambiare auto e vestiti per toglierti l’etichetta Wanted di dosso, e poi per un banale tamponamento ti trovi in un attimo accerchiato dalla pula. I pedoni praticamente ti si ficcano sotto le ruote da soli anche se sei quasi fermo, e la facilità di commettere incidenti è abbastanza elevata.

I combattimenti corpo a corpo non mi piacciono molto, in pratica quando qualcuno ingaggia la sfida, vieni “lockato” in modalità fighting che si risolve più o meno nel premere velocemente un paio di bottoni. Invece nelle sparatorie ti avvantaggi di un sistema simile a Gears of War, quindi pratico col joypad, compreso il bottone che ti mette in posizione di cover dietro casse, auto e muretti.

Insomma, la sensazione è un pò quella di avere un’ottima e grandissima città rifinita nei dettagli, ma poi di non poterla vivere appieno, e quindi di sprecarla per accompagnare Joe Barbaro e soci in giro per i quartieri, e poi riportarli a Little Italy. Però non posso essere troppo severo, perchè qui c’è una realizzazione di assoluto rispetto e un lavoro di primissima qualità: se non avete mai giocato a GTA (possibile?) potrebbe stupirvi. Mi riservo di aggiornare la recensione dopo qualche giornata di gioco: magari diventando boss si sbloccheranno meccanismi e obiettivi che renderanno più coinvolgenti le mie perlustrazioni.