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Dead Space per iPhone: ottimo lavoro

In questi giorni non c’è sito dedicato al melafonino che non parli di Dead Space, e dopo averlo provato mi unisco volentieri al coro.

Di questi tempi spendere 5.49 euro per un gioco da cellulare non è così immediato, anche tenendo conto del dicembre passato, ricchissimo di giochi di successo, che avrà svuotato le tasche di molti gamers incalliti. Ma raramente ho trovato una compattezza di recensioni positive sull’App Store di questa portata, praticamente un muro infrangibile di 5 stelle. Non mi servivano conferme su Dead Space in quanto gioco, dato che ho avuto a suo tempo modo di apprezzarlo su pc, ma piuttosto sulla qualità del porting, che in questo caso è stata eccellente. In realtà non è esattamente di porting che dovrei parlare, dato che questa versione non è una trasposizione letterale di Dead Space 1 o del 2, bensì una specie di capitolo intermedio realizzato apposta per iPhone, comunque il succo rimane esattamente lo stesso dato che le ambientazioni sono esattamente quelle che conoscevamo.

Grafica e sonoro al top

Cominciamo subito col dire che la grafica è al top (iPhone 4), e date le ridotte dimensioni dello schermo l’effetto hi-res batte quello su pc o console. Il sonoro (non giocatelo senza cuffie, perderebbe moltissimo) è efficacissimo sia negli inquietanti crescendo di musiche, dissonanze, rumori, sia negli effetti sonori veri e propri.  Gli effetti di luce sono molto buoni, e anche il cambio d’atmosfera nelle situazioni di pericolo è molto efficace (buio, luci rosse tremolanti). A fondo pagina ho messo degli screenshot che ho scattato come dimostrazione.

Atmosfera horror al 100%

Come tutti sapete, Dead Space è quello che si dice un Survival Horror, ovvero un gioco di ammazzamenti dove è l’atmosfera a farla da padrone.  E la EA ha puntato tutto proprio sull’atmosfera, data l’impossibile competizione a livello di tecnica e controlli con computer e console. Per misurare l’efficacia di un Survival Horror, devo trovarmi in una di quelle situazioni di gioco dove perdi la testa, l’unica cosa che cerchi di fare è fuggire, e inizi a muoverti a casaccio per i corridoi cercando disperatamente un’uscita. Dead Space riesce a catapultarti in situazioni di questo tipo: quando i generatori di corrente iniziano a spegnersi, la musica cresce, e ti trovi assediato da creature terrificanti, a volte ti trovi davvero a sragionare in preda al panico invece che a voltarti coraggiosamente indietro cercando di prendere lucidamente la mira.

Quando poi sei riuscito a compiere il carnaio, e la luce torna a illuminare in modo rassicurante stanze e corridoi, tiri un respiro di sollievo, almeno fino al prossimo rantolo sospetto. Eppure anche quando la situazione sembra serena, Dead Space non manca di assestare qualche piccolo colpo ai tuoi nervi mostrando creature che sgattaiolano via nell’ombra, o che cascano dalle ventole per scomparire dietro il primo angolo.

Giocabilità e controlli

I controlli sono molto buoni, ovviamente senza perdere di vista il fatto che stiamo giocando con un microdispositivo, e fino ad oggi è il videogame che più di tutti mi sta regalando un’esperienza simile a quella su pc. Vandal, ovvero il tuo personaggio (visuale da dietro la sua schiena) si controlla in modo abbastanza efficace: il lato sinistro dello schermo fa da joypad (invisibile) e permette di correre. Il lato destro muove la visuale, alza l’arma, e spara. Scuotendo il telefono in orizzontale o verticale si cambia la direzione di taglio della nostra arma al plasma. Come da prassi esiste anche il raggio Stasi, e ci sono mosse per affrontare gli incontri ravvicinati (swipe in basso per calpestare le teste dei necromorfi striscianti, swipe di taglio per liberarsi da una stretta, swipe alto per tirare fendenti). Le mosse possibili vengono segnalate sul display dalle varie frecce direzionali che compaiono: la cosa potrebbe sembrare “consollifera” ma è di aiuto perchè comunque se un mostro ci arriva a portata di braccia dobbiamo agire immediatamente o siamo spacciati.

L’unico bug che ho rilevato, è che talvolta alcune indicazioni luminose coprono del tutto la visuale se ci posizioniamo troppo vicini ad esse, e questo significa morte garantita. Ma bando alle ciance, poi guardate in fondo gli screenshots che ho scattato durante il gioco, e ditemi se non ne vale la pena.

Conclusioni

Il dato significativo è che si è riusciti a creare un’esperienza simile a quella di gioco “tradizionale”, senza volersi piegare troppo ai limiti del dispositivo. Infinity Blade in tutta la sua magnificenza grafica è stato ridotto ad un gameplay inesistente da laser disc anni ottanta, Rage HD è stato sacrificato ad un movimento automatico a binari, insomma il futuro di giochi fps su iPhone fino a pochi giorni fa sembrava troppo compromesso dalla difficoltà di rendere usabile il touchscreen. Per un (lungo) attimo è parso che i giochi su mobile dovessero rivolgersi più verso simulazioni di guida (ce ne sono di ottime),  eterni arcade scacciapensieri,  “physics games”, o Rpg.

Dead Space, pur regalando un’esperienza limitante rispetto ad un joypad, o una tastiera, indica nel suo piccolo una strada possibile. Di certo non sarà mai un iPhone la sede adatta per cecchinaggi estremi, ed è vero che questo titolo non è propriamente un fps, ma è vero che si avvicina molto a quel tipo di esperienza e atmosfere. I controlli che usano una larga porzione di schermo al posto del joypad virtuale sono abbastanza comodi e meno frustranti del solito. L’utilizzo dei tagli obliqui, orizzontali, verticali per i fendenti qui è ancora una feature non approfondita pienamente, e comunque già sfruttata in Infinity Blade, ma se studiata a dovere diventerà il cardine di molti giochi mobile. Insomma, questo gioco solleva ancora un pò l’asticella delle aspettative, e non sarà così facile scalzarlo dalla vetta.

Screenshot 1: Vandal è reso ottimamente

Screenshot 2: effetti di luce di altissima qualità

Screenshot 3: un necromorfo in tutto il suo splendore