<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Marco Mattioli &#187; Social media</title>
	<atom:link href="http://www.marcomattioli.it/category/social-media/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.marcomattioli.it</link>
	<description>social media, zombie e cyberpunk</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 10:44:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Apps: il futuro dei marketplace</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2012/01/13/apps-il-futuro-dei-marketplace/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2012/01/13/apps-il-futuro-dei-marketplace/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[cuttherope]]></category>
		<category><![CDATA[html5]]></category>
		<category><![CDATA[marketplace]]></category>
		<category><![CDATA[webapp]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=1388</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; innegabile che Apple con il suo marketplace di applicazioni sia riuscita dove tutti avevano fallito: creare un enorme bacino di utenti disposti a pagare per scaricare del software. Un risultato molto concreto in un mondo informatico dove da quindici anni ci si spreme le meningi per capire come monetizzare il traffico web e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2012/01/marketplace.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1401" title="marketplace" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2012/01/marketplace.png" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>E&#8217; innegabile che Apple con il suo marketplace di applicazioni sia riuscita dove tutti avevano fallito: creare un enorme bacino di utenti disposti a pagare per scaricare del software.</p>
<p><span id="more-1388"></span>Un risultato molto concreto in un mondo informatico dove da quindici anni ci si spreme le meningi per capire come monetizzare il traffico web e si finisce quasi sempre sulle logiche dei banner, delle impressions, della profilazione. Il concetto <strong>voglio/pago</strong> è di fatto difficilissimo da mettere in pratica sul web, dove ad ogni angolo esistono modi alternativi per ottenere la stessa cosa, e un meccanismo rigido è possibile solo sui prodotti storicamente chiusi della casa di <em>Cupertino</em>.</p>
<p>Ma quanto durerà il successo dei singoli marketplace e delle app proprietarie? Immagino che per altri tre o quattro anni ci sarà ancora parecchia trippa per gatti, ma ora che altri concorrenti stanno insidiando il primato di Apple su smartphones e tablets, occorrerà districarsi tra vari &#8220;recinti&#8221;, e alla fine gli utenti privilegeranno quelli con le maglie più larghe.</p>
<p>La pratica del <em>jailbreak</em> IOS aumenta costantemente, e questo fenomeno in Cina raggiunge una percentuale del 35%, un dato che ci aiuta a capire quanto iPhone sia sempre meno un prodotto feticcio da tenere intonso su una teca, e stia scendendo a livello di &#8220;feel&#8221; negli inferi dei prodotti di consumo, ovvero in una dimensione di normalità. Del feticcio si ha timore reverenziale, con un prodotto si smanetta un pò di più.</p>
<p>In un mondo meno fanboy e più &#8220;liberista&#8221;, è probabilissimo che io abbia un tablet Apple, un pc Windows, uno smartphone Android, un televisore con x sistema operativo. Credete davvero che io voglia (di questi tempi poi&#8230;) pagare tre volte per avere la stessa applicazione sui miei dispositivi?<em> I say no</em>, e quindi ben vengano le applicazioni universali, adattabili a qualunque <em>device</em>, che presto avranno tutti gli strumenti necessari per essere qualitativamente pari alle app native. Del resto quante applicazioni oggi sullo store non sono altro che web app impacchettate come fossero native? Quanti framework già si occupano di compilare lo stesso codice per piattaforme mobile differenti?</p>
<p><strong>Html 5</strong> non arriva certo per caso, ma è la (ancora tiepida) risposta del web ad un mercato che troppe volte negli ultimi due anni lo ha dichiarato morto, e che prima che il gallo canti probabilmente ne proclamerà la resurrezione. Quanti abili giovani programmatori vorrebbero sviluppare app per iPhone attratti dal gigantesco marketplace ma sono castrati dall&#8217;acquisto di un Mac troppo costoso? Quanti clienti sono poco propensi a pagare lo sviluppo della propria applicazione per IOS, per Android, per Windows?</p>
<p>Questa frammentazione non è destinata a durare a lungo, a mio parere, e se abbiamo le antenne giuste dovremo imparare come riposizionare i nostri prodotti sul mercato del futuro,  quando i brand dei singoli dispositivi avranno un peso inferiore in fase di scelta/acquisto, ovvero quando questa scelta sarà meno emozionale e più lucida.</p>
<p>E&#8217; di qualche giorno fa l&#8217;uscita del celeberrimo giochino <strong>Cut the Rope</strong> in versione html5 (<a href="http://www.cuttherope.ie/">http://www.cuttherope.ie/</a>), strategicamente non compatibile con iPhone/Safari. Di qualche settimana fa invece l&#8217;annuncio del <strong>Financial Times</strong> di uscire dall&#8217;app store per trasformarsi anch&#8217;esso in webapp. Segnali importanti, dove alcuni big esprimono la volontà di bypassare i monogestori, per posizionarsi in modo alternativo.</p>
<p>Dato che l&#8217;esperimento dei marketplace è risultato incredibilmente redditizio credo si seguirà lo stesso modello, con la differenza che immagino una sorta di market globale a livello applicativo. Guardiamone i vantaggi:</p>
<p>1) il cliente pagherebbe una sola volta i costi di sviluppo</p>
<p>2) il fruitore finale pagherebbe una sola volta l&#8217;applicazione in grado di girare su tutti i suoi dispositivi</p>
<p>3) lo sviluppatore metterebbe in un colpo solo il proprio prodotto d&#8217;ingegno su un market capace di raggiungere molte più persone</p>
<p>Guardiamone gli svantaggi:</p>
<p>1) All&#8217;oggi non esiste il modo di proteggere codice e dati che viaggiano su web apps</p>
<p>2) La difficoltà di mantenere una compatibilità universale a livello di markup (in soldoni: &#8220;con il sistema operativo PincoPallo, usato sul dispositivo TizioCaio non mi si vedono i menu: ridatemi i soldi!&#8221;)</p>
<p>Personalmente credo che gli svantaggi possano essere ovviati da nuove specifiche dei browser, dei protocolli di sicurezza, e si possano adottare degli standard universali, e che l&#8217;impegno di compatibilità richiesto a monte sia oneroso, ma la posta in gioco è talmente alta da farmelo immaginare come uno sforzo possibile. Se oggi l&#8217;esigenza di un market globale non è avvertita come primaria, è perchè ancora le fette della torta sono spartite principalmente tra IOS e Android, ma quando la torta avrà parecchie fette ripartire in modo più uniforme, sarebbe folle non seguire questa strada.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2012/01/13/apps-il-futuro-dei-marketplace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebookrociati</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/10/17/facebookrociati/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/10/17/facebookrociati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 11:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[mostro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=982</guid>
		<description><![CDATA[La coscienza collettiva di Facebook è spesso schizofrenica, una discesa negli inferi mentali di una mente disturbata. Discesa costellata di alberi da impiccagione e fiorellini bianchi, forconi insanguinati e farfalline colorate. Parlo di quella collettività che alimenta il network con messaggi legati alla cronaca nera, argomento che per altro impera su tutti i media. Per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/10/crociati.jpg"><img src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/10/crociati.jpg" alt="" title="crociati" width="530" height="200" class="alignnone size-full wp-image-1004" /></a></p>
<p>La coscienza collettiva di Facebook è spesso schizofrenica, una discesa negli inferi mentali di una mente disturbata. Discesa costellata di alberi da impiccagione e fiorellini bianchi, forconi insanguinati e farfalline colorate. <span id="more-982"></span></p>
<p>Parlo di quella collettività che alimenta il network con messaggi legati alla cronaca nera, argomento che per altro impera su tutti i media. Per i protagonisti delle cronache si invocano sempre morti atroci, sofferenze eterne, giustizia privata, le vittime invece sono gigli bianchi, stelle splendenti, angeli strappati al paradiso. Queste descrizioni, che sembrano prese di peso dal diaro di un tredicenne <strong>emo</strong>, diventano patrimonio collettivo, sono condivise, likate e commentate da grandi e piccoli e rapidamente coinvolgono decine di migliaia di persone. Un turbine forcaiolo senza precedenti che non tollera indecisioni o mezze misure: o con noi o contro di noi.</p>
<p>Ero rimasto particolarmente impressionato dalla reazione su Facebook al fattaccio delle maestre d&#8217;asilo che schiaffeggiavano i bambini: subito inni alla pena di morte, minacce di torture medioevali sottoscritte da tanti che nella vita sarebbero insospettabili nel ruolo di aguzzini, intimidazioni agli avvocati, e una violenza verbale inaudita e in particolar modo praticata dalle donne. Rimasi molto colpito: capisco benissimo la rabbia, ma perchè questo livello di accanimento? Ci sono forse pari reazioni verso mafiosi colpevoli di delitti immensamente più gravi? Parlo di stragisti, di gente che scioglie davvero i bambini nell&#8217;acido, che massacra famiglie intere.</p>
<p>Sicuramente <strong>la violenza verbale su Facebook nasce dalla paura</strong>, vuole essere quasi preventiva: guarda cosa facciamo a chi ci prova! Un istinto da madre ferita (per questo sono le donne a capeggiare spesso questi roghi) che ha capito che i propri cuccioli sono in una tana sguarnita, e ringhia per spaventare i predatori.</p>
<p>Ma la vicenda di <strong>Sarah Scazzi</strong> rivela la debolezza di questo atteggiamento: prima l&#8217;attacco ai pericoli provenienti dall&#8217;esterno o dalla rete, poi l&#8217;attacco al Mostro. Il fatto è che l&#8217;assassino non è un Mostro o un Orco, anzi è una figura diffusa e radicata nel nostro paese. E&#8217; lo zio porco che allunga la mano sui pantaloni di una nipote adolescente, e di questi zii, padri, nonni, ce ne sono, ahimè, a migliaia. Parenti consapevoli della paura dei familiari che il &#8220;buon nome&#8221; della famiglia possa venire infangato da un atto (la molestia) fino a non troppo tempo fa ritenuto &#8220;leggero&#8221;, tollerabile, e comunque non meritevole dello sfascio di una famiglia (ecco perchè spesso le vittime sono a volta perseguitate come se fossero loro gli aggressori). </p>
<p>Non è stato un Mostro ad uccidere, ma un vecchio pervertito, forte della logica maledetta delle nostre amate microcomunità che mal digeriscono atti sovversivi (una denuncia) da parte di &#8220;ragazze confuse&#8221;, che potrebbero aver male interpretato, anzi magari hanno consapevolmente o inconsapevolmente provocato il povero zio, colpevole &#8220;solo di essere nu poc&#8217; gnurante&#8221;. E allora che facciamo? Apriamo discussioni sull&#8217;ottusità e sul clima di pregiudizio che si respira in molti dei nostri caratteristici paesini? Mettiamo in discussione la Sacra Famiglia e le porte chiuse che spesso nascondono storie terribili? Ma no, meglio dare la caccia ad astratti Orchi e riversare su Facebook questa rabbia, con toni e parole che rasentano la psicopatologia.</p>
<p>Solo dopo la morte si dipingono i gigli bianchi e gli angioletti puri, prima che avvenga il fattaccio magari si pensa: svergognata, rovinare una intera famiglia onesta per un attimo di sbandamento!</p>
<p>Ma i forcaioli di Facebook preferiscono lanciare crociate contro i mostri del castello, piuttosto che analizzare il proprio contesto familiare, abitativo, lavorativo, dove si annidano non demoni riconoscibili dalle corna o dalla coda, ma persone vicine che possono avere difetti gravi, comportamenti terribili e imprevedibili, pur senza puzzare di zolfo. Viviamo con indifferenza lo scatafascio politico e sociale di un paese che soffoca scuola, legalità, lavoro, che disprezza la solidarietà, che si burla di ogni concetto di etica (crediamo forse che tutto questo non contribuisce a generare insicurezza, nevrosi, comportamenti al limite?) e badiamo solo a comprare antifurto e lucchetti, e a tirare fuori gli artigli su Facebook, riempiendo le paginette del nostro diario emo disegnando angioletti e luciferi come se fossero santini protettivi o ex voto.</p>
<p><strong>Ecco alcuni commenti presi da Facebook, molti dei quali sono  scritti da ragazze/donne:</strong></p>
<p><img class="alignnone" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs892.snc4/72582_161428390549204_100000461313434_417867_65748_n.jpg" alt="" width="432" height="324" /></p>
<p><em>- oltre lo zio esce fuori sua cugina quella grande pu**ana, k sa come andra a finire xo io sono favorevole alla pena di tortura e alla pena di morte</em></p>
<p><em>- io gli farei per un anno intero 50 torture diverse finche non mi implorano di farli morire, il bastardo e la sua pu**ana e poi ucciderli senza pieta, ma prima gli farei sofrire sofrire e sofrire‌</em></p>
<p><em>- io vi auguro con tutto il mio cuore di poter campare 100 anni di sofferenza mallatie e dolore brutti schifosi fate pena MERDE MERDE MERDE MERDE MERDE MERDE SOFFRITEEEEEEEEEEEEEEEEEE</em></p>
<p><em>- SONO UN MOSTRO CHE SOGNA DI VEDERTI AGONIZZANTE APPESO AD UN FILO PER POTERTI DARE IL COLPO MORTALE!!</em></p>
<p><em>- LE 2 BESTIE CHE TI HANNO UCCISO SONO E SARANNO SEMPRE ODIATE DALL&#8217;ITALIA!!!!! E MI AUGURO PENA DI MORTE PER ENTRAMBE!!!!!!!!!!!</em></p>
<p><em>- mostri di merda devono fare una mala fine</em></p>
<p><em>- auguro che vostra mente scoppia dai sensi di calpa sempre se capite dove stanno di casa,e per favore in silenzio no&#8230;n vogliamo un fiato che esce dalla vostra bocca,e che marciate in galera</em></p>
<p><em>- NON HO PAROLE SHIFOSI DI MERDA NN AVRA&#8217; PIETA&#8217; DI VOI NEMMENO LUCIFERO&#8217; IN PASTO HAI TOPI DOVETE ANDARE VOI</em></p>
<p><em>- al rogo? buona idea bruciateliiiiiiiiiiiiiiiii</em></p>
<p><em>- con la pena di morte muoiono troppo velocemente e non va bene&#8230;.li devono mette legati in piazza e oguno che passa gli tira le pietre..</em></p>
<p><em>- PESTAGGIO ORGANIZZATO A SABRINA E MICHELE MISSERI</em></p>
<p><em>- SEI UNA SCHIFOSA MERDA!!!!!!!MUORI&#8230;.INSIEME A TUO PADRE CAGNA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</em></p>
<p><em>- brutta racchia,bastarda,troia,che non sei altro!ora la pagherai cara&#8230;&#8230;&#8230;marcendo ti auguro,lentamente x il resto della tua esistenza</em></p>
<p><em>- ma che tianno fatto passare quei mostri povera piccola a morte i mostri</em></p>
<p><em>- Ti possano infilare nel tuo&#8230;&#8230; tutte le sbarre della tua cella fino a squartarti brutta bestia tu e quel porco di tuo padre!</em></p>
<p><em>-  lo sapevo ke c&#8217;entrava anke la cugina bastarda dovrebbe morire pure lei di una morte lenta e dolorosa tagliarla pezzi a pezzi iniziando dal mignolo del piede e piano piano andando salendo. lo stesso anke lo zio orco bastardo lo vorrei tra le mie mani a questa merda …</em></p>
<p><em>- le persone che fanno queste cose devono portarlo alla morte facendlo soffrire lentamente alla finelui devedire non c ela faccio più uccidetemi lui è propio un orco maledetto quello che ha fatto a sarah</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/10/17/facebookrociati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; solo questione di Places</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/10/03/e-solo-questione-di-places/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/10/03/e-solo-questione-di-places/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 08:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[apps]]></category>
		<category><![CDATA[checkin]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[foursquare]]></category>
		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[places]]></category>
		<category><![CDATA[the social network]]></category>
		<category><![CDATA[zuckerberg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=947</guid>
		<description><![CDATA[La geolocalizzazione sembra essere la stella cometa del 2010 in fatto di web applications, ma citando Highlander: ne resterà uno solo. Non parliamo di qualcosa di nuovo, in realtà sono anni che, soprattutto grazie a Google, esiste la possibilità di aggiungere metadati in grado di localizzare su mappa un post, una foto, un articolo, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/10/places.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-951" title="places" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/10/places.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>La geolocalizzazione sembra essere la stella cometa del 2010 in fatto di web applications, ma citando Highlander: ne resterà uno solo.</p>
<p><span id="more-947"></span>Non parliamo di qualcosa di nuovo, in realtà sono anni che, soprattutto grazie a Google, esiste la possibilità di aggiungere metadati in grado di localizzare su mappa un post, una foto, un articolo, un utente. Giganti come <strong>Yelp</strong> e <strong>Qype</strong> hanno costruito la propria fortuna sulla possibilità di rintracciare ristoranti, negozi, eventi, usando le mappe, ma c&#8217;era da attendere la diffusione di massa degli smartphones per arrivare alla quadratura del cerchio. <strong>Gowalla</strong>, ma soprattutto <strong>Foursquare</strong> sono stati i primi interpreti di questa esigenza, dando agli utenti la possibilità di fare checkins gridando al mondo la propria geoposizione, e il loro successo secondo me ha spiazzato parecchia gente.</p>
<p>Spiazzato perchè il loro meccanismo è tanto spontaneo quanto naif: hanno semplicemente introdotto piccoli elementi di gioco (sindaci, badge, etc..) per dare un senso al gesto del checkin. Niente meccanismi geniali, niente complesse interazioni: arrivando nel posto (è il caso di dirlo) giusto al momento giusto, <strong>Foursquare</strong> non ha avuto bisogno di doversi scervellare per incanalare le azioni degli utenti, si è limitato a introdurre qualche orpello, perchè la killer app non è di fatto <strong>Foursquare</strong>, lo sono i telefoni con localizzazione gps. Una grandiosa semplicità che ha giustamente pagato chi ha creduto per primo nella rivoluzione mobile che sta cambiando il nostro rapporto con la rete. Interessantissimi invece sono stati gli sviluppi successivi, ovvero quelli legati alla creazione di un marketplace, dove le venues possono premiare i frequentatori più attivi con piccoli premi reali.</p>
<p>Ora però le cose si complicano, perchè come sapete <strong>Facebook</strong> ha lanciato il proprio servizio <strong>Places</strong> (ora attivo anche da noi), che punta a diventare il punto di riferimento per le geolocalizzazioni. Come da consuetudine per l&#8217;azienda di Palo Alto, il servizio parte male, è bruttino, è invasivo a livello di privacy, insomma sembra una brutta copia dei suoi concorrenti più frizzanti e giocosi. Inoltre FB inizia agli occhi di alcuni a sembrare la &#8220;Microsoft dei social networks&#8221;, e il film <strong>The Social Network</strong> probabilmente confermerà questi pareri, quindi sostenere Foursquare piuttosto che Places potrà sembrare una scelta libertaria, in favore di Davide piuttosto che di Golia. Ma, imho, è solo questione di tempo. Facebook è un diesel e lo ha dimostrato, anche perchè quando si ha a che fare con 500 milioni di utenti bisogna andarci relativamente piano con le novità, ma possiede una lucidità e una ampiezza di prospettive che gli altri non hanno.</p>
<p><strong>Una nuova dimensione alla profilazione</strong></p>
<p>Facebook ha la possibilità di sviscerare davvero i benefici (e i malefici) della geolocalizzazione, di adeguarla ad un marketplace mondiale, di aggiungere nuove inquietanti dimensioni alla profilazione utente.  Non più una base dati fatta solo di chi conosco, che pagine gradisco, che interazioni compio: nuovi livelli di dettaglio si aprono. Io divento Marco che ogni giorno passa da via del Corso, arriva a Piazza del Popolo, e torna a casa in via Condotti (se devo inventare fatemelo fare bene&#8230;). E che ha degli interessi, conosce persone che hanno interessi simili, è portato a interagire quando si parla di alcuni argomenti. Ora matchiamo tutto questo mio &#8220;essere&#8221;, con le attività commerciali che incontro quotidianamente nel mio itinerario. Proprio ieri parlavo di un libro di Ellroy con un amico di Facebook? Oh guarda, mentre cammino per via del Corso apprendo magicamente da Facebook che la Libreria del Corso ha messo in offerta speciale tutti i libri di Ellroy! E, in una visione reverse delle cosa, la Libreria del Corso viene informata che ieri 500 persone che transitano da quelle parti, hanno gradito, o citato, o commentato qualcosa inerente a Baricco. Ecco che stamattina gli addetti alle vetrine impileranno pile di libri di Baricco, con tanto di poster gigante.</p>
<p>Foursquare questo non lo può fare, non ha i dati, non ha la base utenti, non ha dietro la stessa logica universale di Facebook. E&#8217; un innovativo network di tre milioni di persone, ma se sono un&#8217;attività commerciale che deve scegliere dove investire qualche spicciolo, mi conviene farlo su un network che ospita almeno 1000 persone che passano ogni giorno nella via del mio negozio.</p>
<p>Sono il solito visionario? Aspettate e vedrete, ho imparato a riconoscere la lungimiranza di Zuckerberg &amp; C. e a capire che loro pensano davvero a 360 gradi in un&#8217;ottica svincolata dai paletti, una prateria di dati dove Zuck corre felice sul suo Bronco mentre gli indiani restano confinati nella riserva. Il discorso privacy potrebbe stroncare sul nascere questo nuovo trend, tenendo conto che su Facebook solitamente ci si identifica con nome e cognome? Sicuramente sarà un freno, fino a che i benefici del far sapere dove siamo, saranno più grandi rispetto a quelli offerti dalla privacy. Se la Libreria del Corso mi sconta del 30%  i miei libri, a patto che io effettui il checkin, probabilmente inizierò a farmi qualche scrupolo in meno. Se la sera devo scegliere un locale in zona Eur, e Facebook mi indica che da &#8220;Spaghettone&#8221; ho il 50% di occasioni in più di incontrare i miei contatti, o comunque persone con interessi simili ai miei, perchè dovrei andare da &#8220;Maccherone&#8221;? Chi può <a href="http://www.marcomattioli.it/2010/03/30/facebook2013/">conoscerti meglio del tuo social network</a>?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/10/03/e-solo-questione-di-places/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GeekJob: un modo social di trovare lavoro</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/09/15/geekjob-un-modo-social-di-trovare-lavoro/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/09/15/geekjob-un-modo-social-di-trovare-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[2.0]]></category>
		<category><![CDATA[annunci]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[cercare lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[geek job]]></category>
		<category><![CDATA[geekjob]]></category>
		<category><![CDATA[job posting]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[offerte]]></category>
		<category><![CDATA[recruiting]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[trovare lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=921</guid>
		<description><![CDATA[Dopo qualche mese di lavoro in background, ecco a voi GeekJob: uno strumento nuovo di zecca per aiutare chi è alla ricerca di un lavoro web o informatico, altrimenti definito &#8220;geek&#8221;. Di cosa tratta e a chi si rivolge? GeekJob ospita annunci lavorativi, sia inseriti dagli utenti che trovati in rete. Grazie ad una profonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-924" title="geek1" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek1.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Dopo qualche mese di lavoro in background, ecco a voi <a href="http://www.geekjob.it">GeekJob</a>: uno strumento nuovo di zecca per aiutare chi è alla ricerca di un lavoro web o informatico, altrimenti definito &#8220;geek&#8221;.</p>
<p><span id="more-921"></span>Di cosa tratta e a chi si rivolge? GeekJob ospita annunci lavorativi, sia inseriti dagli utenti che trovati in rete. Grazie ad una profonda integrazione con <strong>Facebook,</strong> possiamo vedere quali annunci sono piaciuti o sono stati condivisi o pubblicati dai nostri amici, possiamo pubblicarne di nostri, possiamo impostare i nostri criteri di ricerca (web designer, roma) e ricevere gli annunci direttamente sul nostro profilo Facebook al momento della loro pubblicazione.  Tutto questo <strong>senza doversi registrare</strong> (ci si connette tramite FB), e senza che il sistema conservi neanche un nostro dato sensibile dato che viene tutto chiesto al volo al social network più famoso del mondo.</p>
<p><strong>Un esempio di naturale &#8220;hit parade&#8221; degli annunci più graditi:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-929" title="geek3" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek3.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Il web è ammorbato dall&#8217;e-recruiting spazzatura, questo è un dato di fatto. Ci tocca iscriverci a mille siti diversi, accettare milioni di email di spam, acconsentire a dare i nostri dati a mezzo mondo pur di arrivare a vedere un annuncio, che nel migliore dei casi prevederà un compenso cinese in cambio di competenze degne del MIT (sempre che non sia un avveniristico stage fatto dal fotografo che realizza siti nel retrobottega). Questo perchè la ricerca di lavoro è sempre stata vissuta come un atto solitario, dove condividere è equivalente a &#8220;farsi soffiare un&#8217;occasione&#8221;, e quindi senza mai cercare un confronto con persone accomunate dalle nostre stesse esigenze e professionalità. Ma quest&#8217;ottica ha mai pagato? Decisamente no, se le offerte di lavoro in giro oggi sono quello che sono, tant&#8217;è che ti accorgi presto che a girare sono sempre le stesse, che rispuntano fuori ogni tot giorni con data aggiornata e titolo leggermente variato.</p>
<p><strong>Per ogni proposta vengono evidenziate graficamente le competenze richieste:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-929" title="geek3" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/geek2.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.geekjob.it/">GeekJob</a> non cambierà questa situazione, e nello stato in cui versa il nostro paese, nessuno sembra aver intenzione di farlo. Però possiamo creare uno spazietto di auto-aiuto, dove tutti noi contribuiamo segnalando annunci veri, interessanti, o almeno &#8220;piacendo&#8221; e condividendo quelli che vi sembrano migliori, in modo da farli emergere. Dal conto nostro abbiamo messo sbarramenti, blacklist, nonchè un controllo manuale post pubblicazione (quando possibile) e ogni giorno cerchiamo di trovare qualcosa di buono da segnalare e di rimuovere le erbacce.</p>
<p>Ma ci serve il <strong>vostro aiuto</strong>, con semplici segnalazioni pubblicate, o anche con un &#8220;mi piace&#8221; in più su un annuncio valido, che faccia capire al visitatore che c&#8217;è del buono. Se raggiungiamo la massa critica, le nostre azioni avranno un peso, e magari domani le aziende &#8220;buone&#8221; inseriranno gli annunci direttamente qui, fornendo garanzie di qualità che ora non possiamo chiedere. Io penso che &#8220;si può fare&#8221;, e se la cosa vi piace ogni tipo di partecipazione sarà enormemente gradita.</p>
<p>Web: <a href="http://www.geekjob.it">http://www.geekjob.it<br />
</a>Facebook:<a href="http://www.facebook.com/pages/GeekJob/160021587347736"> http://www.facebook.com/pages/GeekJob/160021587347736<br />
</a>Twitter: <a href="http://twitter.com/geekjobit">http://twitter.com/geekjobit</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/09/15/geekjob-un-modo-social-di-trovare-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hello City e il benessere virale</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/09/12/hello-city-e-il-benessere-virale/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/09/12/hello-city-e-il-benessere-virale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 08:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[applicazione]]></category>
		<category><![CDATA[crowdstar]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[hello city]]></category>
		<category><![CDATA[viral]]></category>
		<category><![CDATA[virale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=904</guid>
		<description><![CDATA[Volete rendere immediatamente chiaro a un cliente o conoscente il concetto di viralità? Fategli provare Hello City. Si tratta di uno dei soliti giochini di Facebook, ma mi piace molto il modo col quale semplifica il concetto di benessere virale. Innanzitutto descriviamo il gioco: come al solito devi costruire una città, metterci le case per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-910" title="hellocity" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Volete rendere immediatamente chiaro a un cliente o conoscente il concetto di viralità? Fategli provare <a href="http://www.facebook.com/hellocitygame">Hello City</a>.<br />
<span id="more-904"></span><br />
Si tratta di uno dei soliti giochini di <strong>Facebook</strong>, ma mi piace molto il modo col quale semplifica il concetto di benessere virale. Innanzitutto descriviamo il gioco: come al solito devi costruire una città, metterci le case per aumentare la popolazione, i negozi per creare occupazione, e tenere sott&#8217;occhio l&#8217;umore dei cittadini. Se sei assente dal gioco per parecchio tempo (i cittadini non si relazionano tra loro in tua assenza), vedrai una città grigia accompagnata da lugubri note musicali. Appena inizi a compiere nuove interazioni tutto si risveglia: colori, musica e sopratutto l&#8217;umore dei cittadini.</p>
<p>Ad esempio, clicchiamo sul <strong>coffee shop:</strong> una tazza di cappuccino verrà rilasciata in un luogo random della nostra città. Da quella tazza si espande un cerchio energetico: tutti i cittadini &#8220;toccati&#8221; dal cerchio perchè presenti nelle vicinanze inizieranno ad esultare e da ciascuno di loro si allargheranno ulteriori cerchi che andranno a &#8220;contagiare&#8221; i cittadini vicini o quelli ancora dormienti nelle casette. Tutto un tripudio di &#8220;yu-huu, good morning, helloo, how are you&#8221;, e una città che si rimette in moto col buonumore.</p>
<p><strong>I cerchi di buonumore:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-909" title="hellocity3" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity3.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p><strong>Esempio di città triste:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-907" title="hellocity1" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity1.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p><strong>Esempio di città si risveglia:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-908" title="hellocity2" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/09/hellocity2.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Il gioco è nella media di Facebook: due o tre giorni di curiosità e poi si lasciano volentieri i cittadini a deprimersi sulle lugubri note di abbandono, ma mi piace molto il meccanismo dei cerchi che si espandono e ravvivano tutto quello che toccano. E&#8217; davvero una buona sintesi dei meccanismi di viralità che ancora in troppi stentano a comprendere (mi piace una cosa, la ripubblico, la passo in giro, provoca reazioni e chiunque la riceve la rimette in circolo). Ad esempio nel gioco quando l&#8217;effetto di una nostra azione sta per finire (i cerchi prima si allargano e poi si restringono fino a scomparire), magari viene toccato un singolo sperduto cittadino periferico, e dal cerchio che produce partono insperati contagi a catena e si ricomincia. E poi il collegamento con il buonumore generato dalla socialità è simpatico e spinge a credere che un buongiorno o un sorriso possa agire positivamente anche nei quartieri metropolitani della nostra vita reale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/09/12/hello-city-e-il-benessere-virale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Rete come una Facebook App?</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/08/31/la-rete-come-una-facebook-app/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/08/31/la-rete-come-una-facebook-app/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyberpunk]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[graph api]]></category>
		<category><![CDATA[open graph]]></category>
		<category><![CDATA[social plugins]]></category>
		<category><![CDATA[zuckerberg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=892</guid>
		<description><![CDATA[Penso che il social network più famoso del mondo stia per cambiare ulteriormente e radicalmente il web, e vi spiego perchè. All&#8217;inizio reputavo Facebook brutto (lo è ancora ma ci siamo abituati), scarno, noioso e machiavellico. Essendo un assiduo frequentatore attivo di Flickr,Youtube e altri social, non capivo dove fosse il focus della faccenda. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/opengraph.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-896" title="opengraph" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/opengraph.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Penso che il social network più famoso del mondo stia per cambiare ulteriormente e radicalmente il web, e vi spiego perchè.<br />
<span id="more-892"></span><br />
All&#8217;inizio reputavo Facebook brutto (lo è ancora ma ci siamo abituati), scarno, noioso e machiavellico. Essendo un assiduo frequentatore attivo di <strong>Flickr</strong>,<strong>Youtube </strong>e altri social, non capivo dove fosse il focus della faccenda. In<strong> Flickr</strong> dal momento dell&#8217;iscrizione sei subito &#8220;engaged&#8221;, posti le tue foto, esplori in lungo e in largo i gruppi, ammiri i fotografi più capaci, hai una materia comune che favorisce i rapporti: la condivisione di immagini.</p>
<p>In Facebook, qualche anno fa, ti iscrivevi e fronteggiavi una pagina quasi vuota. Pochissimi i conoscenti iscritti, scarse le possibili interazioni con i gruppi, senza contare che nell&#8217;era pre-Facebook la nostra presenza in rete era contraddistinta dal nickname, cosa che rendeva difficilissimo rintracciare le persone attraverso il loro nome reale.</p>
<p>Eppure questo essere pagina vuota, ha creato il successo della piattaforma, asettica di per sè, ma dal potenziale illimitato una volta raggiunta la massa critica di iscritti. Oggi chi si iscrive in Facebook sa di poter contare sin da subito su una ricca mole di contatti, che non concederanno momenti di vuoto. Una scommessa rischiosa devo dire, perchè Flickr e Youtube potevano anche sopravvivere senza una mole spaventosa di utenti, era necessario un buon numero di persone attive e pubblicanti che garantissero un ricambio di contenuti. Facebook no, per essere strumento utile serve che vi siano iscritti i miei amici, colleghi, parenti, altrimenti è una pagina vuota. Il fulcro dei rapporti non sono immagini, film, gruppi musicali o passioni comuni, ma la persona, con tutta la fragilità che questo comporta, perchè una persona molto sola ritrova nel network il vuoto della vita reale (oppure si intrufola nelle vite altrui). I rapporti virtuali non sono più oggettivi  (commentiamo tutti quell&#8217;evento/opera d&#8217;arte/notizia) ma soggettivi (io do il buongiorno a te, non al mondo). La scommessa è ormai stravinta, perchè anche il più reietto degli utenti comunque parte con una dose decente di contatti da aggiungere.</p>
<p>E proprio il raggiungimento di questa supermassa, sta gettando le basi per la mutazione di Facebook in qualcosa di radicalmente diverso: un social network che inghiotte la rete stessa. Chi si tiene aggiornato con le ultime novità degli sviluppatori di casa Zuckerberg, sa che l&#8217;obiettivo attuale è quello di &#8220;essere in facebook anche senza entrare in facebook&#8221;. <strong>Open Graph</strong>, <strong>Facebook Connect</strong>, <strong>Social Plugins</strong>, sono solo alcune delle parole chiave di questa trasformazione. Chi sviluppa un sito oggi, perchè dovrebbe ammorbare gli utenti con procedure di registrazione, di amicizia, di condivisione, che di fatto sarebbero &#8220;chiuse&#8221;, quando già tutti questi rapporti sono presenti in Facebook? Meglio fare in modo che il proprio sito interagisca direttamente con FB, delegando a quest&#8217;ultimo l&#8217;autenticazione, la gestione dei commenti, le query che mettono in relazione utenti/gruppi/pagine, le statistiche insights e un continuo scambio di dati in e out tra sito e social. Persino le tradizionali <strong>meta tags </strong>attualmente vanno rivisitate per consentire a Facebook una migliore comprensione dei contenuti. E neanche accenno a <strong>Places</strong>, alle ricerche, ai crediti e al sistema degli ads. Un nuovo big bang che trasformerà la Rete in una gigantesca &#8220;app&#8221;?</p>
<p>Tutto questo è perfettamente logico: se sono amico di 500 persone, non posso andare a riconfermare questa amicizia in ogni comunità virtuale che frequento.  Non posso ricostruire una fitta serie di relazioni complesse, di gradi di separazione, di gerarchie di rapporti. I vantaggi per utenti e sviluppatori sono tantissimi, ma esiste un prezzo da pagare, ed è quello di dare una buona parte della rete in pasto a Facebook, e di dipendere dai suoi server. Una mossa a tenaglia, ma assolutamente geniale. Del resto già lo abbiamo fatto con Google, affidandogli tutte le ricerche, le email, le mappe, le statistiche. Quando il mio pc non riesce ad accedere a Google, mi sembra di non essere neanche collegato (a parte Facebook). Se tutti e due i giganti dovessero abbandonarci, la rete ricorderebbe gli scenari desertici di <strong>Mad Max</strong>.</p>
<p>Pensare a Google e Facebook come ad un semplice grosso numero di server gestiti da scaltre e intelligenti aziende private, potrebbe essere sbagliato. Pensiamo piuttosto al fatto che su quei server passano le più grandi concentrazioni di dati pubblici e privati del pianeta, appartenenti a centinaia di milioni di persone. Dati che sono quasi la rete stessa. Dati che, tra qualche decennio, potrebbero riassumere vite intere. Non sto dicendo di &#8220;statalizzare&#8221; Facebook, anche perchè non potrebbe esistere uno stato di riferimento, ma di cominciare a pensare a un nuovo tipo di entità superiori e transnazionali in grado di porsi queste domande. Perchè oggi il mio discorso sembra quello di un hippy psicotico, ma se nel 2020 staccano la spina a Zuckerberg perchè non ha pagato la bolletta, saranno cazzi amari, e non solo virtuali.</p>
<p>Quasi due anni fa scrivevo <a href="http://www.marcomattioli.it/2010/03/30/facebook2013/">Facebook2013</a>, un racconto distopico sulla faccenda. Dategli un&#8217;occhiata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/08/31/la-rete-come-una-facebook-app/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I social networks sono già vintage</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/08/08/i-social-networks-sono-gia-vintage/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/08/08/i-social-networks-sono-gia-vintage/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geek]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[vintage]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=857</guid>
		<description><![CDATA[Questi ads vintage creati dall&#8217;agenzia brasiliana Moma, e pubblicati da Geekologie sono semplicemente meravigliosi. Se avete mai giocato a Bioshock o a Fallout non potrete non provare un brividino con queste atmosfere anni &#8217;50. E probabilmente tra quindici o vent&#8217;anni percepiremo in questo modo i social networks attuali che oggi ci appaiono così up to [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/vintage.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-860" title="vintage" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/vintage.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Questi ads vintage creati dall&#8217;agenzia brasiliana<strong> Moma</strong>, e pubblicati da <a href="http://www.geekologie.com/2010/08/these_tubes_are_old_vintage_we.php">Geekologie</a> sono semplicemente meravigliosi.</p>
<p><span id="more-857"></span>Se avete mai giocato a <strong>Bioshock </strong> o a <strong>Fallout</strong> non potrete non provare un brividino con queste atmosfere anni &#8217;50. E probabilmente tra quindici o vent&#8217;anni percepiremo in questo modo i social networks attuali che oggi ci appaiono così up to date.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-1.jpg" alt="" width="450" height="606" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-2.jpg" alt="" width="450" height="606" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-3.jpg" alt="" width="450" height="605" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-4.jpg" alt="" width="450" height="602" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/08/08/i-social-networks-sono-gia-vintage/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rimuovere i bordi dal Like Box</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/08/05/rimuovere-i-bordi-dal-like-box/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/08/05/rimuovere-i-bordi-dal-like-box/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 16:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[bordo]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[like button]]></category>
		<category><![CDATA[likebox]]></category>
		<category><![CDATA[remove likebox border]]></category>
		<category><![CDATA[rimuovere bordo]]></category>
		<category><![CDATA[rimuovere bordo likebox]]></category>
		<category><![CDATA[social plugins]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=836</guid>
		<description><![CDATA[I social plugins di Facebook sono cosa buona e giusta. Ma come rimuovere quel dannato bordo blu che rovina l&#8217;impaginazione del nostro sito? Niente paura, basta usare i Css. La soluzione è di Adam Breckler, io mi sono limitato a verificarne il funzionamento. Sebbene il codice sia relativo al Like Box, ho provato con altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/like.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-842" title="like" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/like.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>I social plugins di Facebook sono cosa buona e giusta. Ma come rimuovere quel dannato bordo blu che rovina l&#8217;impaginazione del nostro sito? Niente paura, basta usare i Css.</p>
<p><span id="more-836"></span>La soluzione è di <a href="http://www.adambreckler.com/how-to-remove-the-facebook-likebox-border">Adam Breckler</a>, io mi sono limitato a verificarne il funzionamento. Sebbene il codice sia relativo al <strong>Like Box</strong>, ho provato con altri social plugins e il funzionamento è corretto. In pratica si tratta di &#8220;coprire&#8221; il bordino blu imposto da Facebook con un bordino bianco, o di qualsiasi colore vi serva.</p>
<p>Questo è il codice per embeddare un Like Box nella nostra pagina. Cambiate l&#8217; id inserendo l&#8217; id della vostra applicazione e le dimensioni che vi interessano.</p>
<p><strong>Nota:</strong> in questo post sono dovuto andare a capo per motivi di visibilità, ma tutto il codice seguente inseritelo senza a capo, come fosse un&#8217; unica riga.</p>
<p><strong>&lt;div id=&#8221;likebox-frame&#8221;&gt;<br />
&lt;iframe src=<br />
</strong><strong>&#8220;http://www.facebook.com/plugins/likebox.phpid=IDAPP&amp;amp;<br />
</strong><strong>width=900&amp;amp;connections=16&amp;amp;stream=false&amp;amp;<br />
header=false&amp;amp;height=190&#8243; scrolling=&#8221;no&#8221; frameborder=&#8221;0&#8243; style=&#8221;z-index:9;<br />
border:none !important; overflow:hidden; width:900px; height:190px;&#8221;<br />
allowtransparency=&#8221;false&#8221;&gt;&lt;/iframe&gt;<br />
 &lt;/div&gt;</strong></p>
<p>Come vedete, dovete circondare l&#8217; iframe di Facebook con un nuovo div chiamato in questo esempio <strong>likebox-frame</strong>.</p>
<p>Ora assegnate le seguenti proprietà di stile a <strong>likebox-frame</strong>:</p>
<p><strong>#likebox-frame{<br />
border:2px solid #FFFFFF;<br />
width:894px;<br />
z-index:10;<br />
height: 156px;<br />
overflow: hidden;<br />
position:relative;<br />
top:-1px;<br />
left:-2px;<br />
}<br />
#likebox-frame iframe{<br />
  left:-5px;<br />
  overflow:hidden;<br />
  position:relative;<br />
  top:-1px;<br />
}<br />
</strong></p>
<p><strong>Nota:</strong> la larghezza impostata nel css deve essere di 6 pixel inferiore a quella dell&#8217;iframe (nell&#8217;esempio vedete che la larghezza dell&#8217; iframe è di 900px e quella del div è di 894px.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/08/05/rimuovere-i-bordi-dal-like-box/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non è un iPaese per vecchi</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/05/13/non-e-un-ipaese-per-vecchi/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/05/13/non-e-un-ipaese-per-vecchi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 May 2010 07:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[fiorello]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[roberto d'agostino]]></category>
		<category><![CDATA[wired]]></category>
		<category><![CDATA[wired.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=671</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; il turno di Fiorello, che occupa la copertina del Wired di maggio: &#8220;Tardivo digitale, ho scoperto internet e computer a 50 anni. E adesso? Mai più senza!&#8221;. Praticamente la descrizione dell&#8217;acquirente medio di Wired, per come la vedo io. Riflettevo qualche giorno fa sulle bizzarre accezioni che la rete prende quando finisce in mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/05/ipaese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-673" title="ipaese" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/05/ipaese.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>E&#8217; il turno di Fiorello, che occupa la copertina del <strong>Wired</strong> di maggio: &#8220;Tardivo digitale, ho scoperto internet e computer a 50 anni. E adesso? Mai più senza!&#8221;. Praticamente la descrizione dell&#8217;acquirente medio di Wired, per come la vedo io.</p>
<p><span id="more-671"></span></p>
<p>Riflettevo qualche giorno fa sulle bizzarre accezioni che la rete prende quando finisce in mano ai &#8220;mature&#8221;, una specie di folgorazione sulla via di Damasco. Potrei parlare di <strong>Grillo</strong>, santone internettiano per antonomasia in Italia, ma tutte le mie attenzioni sono concentrate su <strong>Roberto D&#8217;Agostino</strong>. Ora, non voglio e non posso capire cosa o chi abbia trasformato il sessantaduenne lookologo arboriano in un raver/punkabbestia fuori tempo massimo, ma quando parla della rete perdo ogni freno inibitore. Ovunque lo invitino, arriva dopo qualche minuto il momento in cui un&#8217;aureola digitale gli scende sulla pelata e inizia a blaterare di internet con la foga di un predicatore messianico che vuole raccontarci a tutti i costi il suo tecnorgasmo quasi postumo. Lui che ha un <a href="http://www.dagospia.com/">sito web</a> (minchia!) che si occupa di gossip e quindi sta appena appena sotto Negroponte e Mc Luhan.</p>
<p>Ora, mettiamo le cose in chiaro: io ho 38 anni, ho iniziato a usare internet nel 97 e allora provavo più o meno gli stessi tecnorgasmi di questi guru posticci, ma oggi mi rendo lucidamente conto di non essere più in grado di cogliere con velocità alcuni segnali. Mi eccito per cose che un ragazzino di quindici anni dà per scontate, caricandole di valori e simboli che forse non ci sono, proprio perchè ho memoria di quando niente di tutto questo esisteva. Eppure non sono certo vecchio, e convivo e lavoro con la rete da tanti anni: figuriamoci dei sessantenni che fino a ieri ignoravano l&#8217;uso del pc e oggi si trovano in un magico mondo fatto di wi-fi, ipad, apps, facebook e realtà aumentata. Da sempre rispetto la buona volontà degli internettiani anziani che fanno una fatica boia, ma ne conosco limiti e possibili deviazioni.</p>
<p>Tempo fa <strong>Mantellini</strong> raccontava di uno scrittore in crisi: aveva organizzato una presentazione, forte dei tanti consensi ricevuti su facebook, ma al momento dell&#8217;evento si è accorto che quasi nessuno si era realmente presentato. Per sopravvivere a questo mondo sociale occorre una bella palata di leggerezza, non si può pensare (o pretendere) che un &#8220;mi piace&#8221; sia l&#8217;anticamera di un invito galante o che l&#8217;aggiunta o mancata aggiunta nei propri contatti sia un segno di qualcosa. Sono solo click, veloci, leggeri, quotidiani, che hanno il peso di una piuma. Non sono falsi, non sono ipocriti, sono piccoli segni e devono essere piccoli se no ci sommergerebbero col loro peso. Quindi abbiamo una generazione di nativi digitali che in un minuto scambia con destrezza decine di questi segnali, 24 ore su 24, e generazioni più passatelle che in ogni azione virtuale vedono amleticamente le sorti del mondo, che si immaginano salvatori <strong>Nav&#8217;i</strong> di mondi dimenticati mentre il bimbominkia di fianco sta usando senza accorgersene cinque dispositivi alla volta.</p>
<p>Ma mi sta pure bene, basta che non tentino poi di spiegarci come funziona la cosa: cioè vvedi, Internet è un&#8217;interconnessione globbale pazzesca, cioè tu stai a Beirut e chatti con uno de Stoccolma, ma non è incredibbile? Cioè siamo un popolo trooppo oltre che non guarda la televisione ma cerca la verità, siamo troppo informati non ci puoi fregare perchè siamo troppo fighi.</p>
<p>Tutto questo amore idealizzato è patetico, non credo che nessuno abbia mai idealizzato un telegrafo o un telefono. La rete non è un mondo bello o brutto, è soltanto ampio. Anzi, il vezzo di identificarla con &#8220;un mondo&#8221;, &#8220;un popolo&#8221; è una cosa molto old school, quando i nostri contatti erano tutti bizzarri nicknames senza nomi e cognomi reali. Oggi non è più possibile trattare internet come qualcosa di separato, perchè è una radicata estensione del reale, uno strumento aggiuntivo che dobbiamo sfruttare senza pensarlo come  un pianeta di Pandora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/05/13/non-e-un-ipaese-per-vecchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook, Stan e il contattismo</title>
		<link>http://www.marcomattioli.it/2010/04/30/facebook-stan-e-il-contattismo/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/04/30/facebook-stan-e-il-contattismo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[booki]]></category>
		<category><![CDATA[contacts]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[friends]]></category>
		<category><![CDATA[south park]]></category>
		<category><![CDATA[stan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcomattioli.it/?p=648</guid>
		<description><![CDATA[Stanley non ha alcun interesse verso Facebook ma gli amici creano a sua insaputa il suo profilo e la sua vita cambia pericolosamente. Traduco liberamente alcuni passaggi dell&#8217;episodio di South Park: Papà: &#8220;ehi Stan, ho visto che hai una pagina Facebook, mi aggiungerai come amico?&#8221; Stan: &#8220;no papà, non voglio farmi coinvolgere da questa cosa&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/04/southpark1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-651" title="southpark" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/04/southpark1.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Stanley non ha alcun interesse verso Facebook ma gli amici creano a sua insaputa il suo profilo e la sua vita cambia pericolosamente.<br />
<span id="more-648"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4SgkfghupFE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="385" src="http://www.youtube.com/v/4SgkfghupFE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Traduco liberamente alcuni passaggi dell&#8217;episodio di <strong>South Park</strong>:</p>
<p><strong>Papà:</strong> &#8220;ehi Stan, ho visto che hai una pagina Facebook, mi aggiungerai come amico?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;no papà, non voglio farmi coinvolgere da questa cosa&#8221;<br />
<strong>Papà:</strong> &#8220;ah ok..ma allora, non siamo amici?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;papà, tu sei già mio amico!&#8221;<br />
<strong>Papà:</strong> &#8220;e allora perchè non mi aggiungi ai tuoi amici?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8221;ma è solo uno stupido click che ci si impiegano due secondi&#8221;<br />
<strong>Papà:</strong> &#8220;giusto, e tu non hai due secondi per me?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;voglio solo fare i miei compiti adesso!&#8221;<br />
<strong>Papà:</strong> &#8221; solo per essere chiari, io e te non siamo amici allora?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;ok ok, ti aggiungerò!&#8221;</p>
<p>A scuola il povero Stan subisce un&#8217;altra cazziata dalla ragazzina, perchè neanche lei è stata aggiunta agli amici e inoltre il profilo di Stan non dichiara che lui è sentimentalmente impegnato (&#8220;quindi per te io sono uno scherzo?&#8221;).  Il nostro eroe al ritorno a casa si dedica ad un&#8217;estenuante aggiunta di contatti e modifiche del profilo per riparare ai torti fatti, quando si affaccia di nuovo il padre:</p>
<p><strong>Papà:</strong> &#8220;Stan, perchè non hai aggiunto la nonna?&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;ti ho detto che non sono interessato a queste cose&#8221;<br />
<strong>Papà:</strong> &#8220;la nonna è in ospedale, e tu&#8230;tu rifiuti di essergli amico!&#8221;<br />
<strong>Stan:</strong> &#8220;ok, aggiungo anche lei&#8221;</p>
<p>Vi risparmio la mia solita pippa sociologica perchè questo video nella sua semplicità vale più di mille parole. Aggiungo sotto un filmatino che ho realizzato un anno fa, dove anche io prendevo un pò in giro i maniaci del &#8220;contattismo&#8221; (termine che ho usurpato e che indicherebbe chi è in <a href="http://alieniemisteri.altervista.org/contattismo.htm">contatto con entità extraterrestri</a>)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PToYRY_yl34&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/PToYRY_yl34&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/04/30/facebook-stan-e-il-contattismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

